Grande trionfo della lirica per l’ultimo appuntamento del Festival Duni

MATERA – Quando il testo e le parole non sono in grado di trasmettere il fascino e la magia di ciò che si ascolta. Capita spesso con la musica e praticamente sempre quando la musica è di altissimi livelli, come quella offerta al pubblico nel corso degli appuntamenti del Festival Duni e, in particolare, in occasione dell’ultimo della rassegna, cui le immagini del video riportato nella pagina, si riferiscono. È stata l’aria “Sposa son disprezzata”, di Vivaldi Gasparini, ad aprire la serata. L’ultima appunto della tredicesima edizione. Ed è stato fin da subito il trionfo della lirica, un significativo richiamo a quella italiana, in particolare, ma non solo. A conquistare la scena, le arie di Rossini e Bizet e ma anche quelle di Duni, in omaggio  al grande musicista materano. L’aria è, in questo caso, “Minacci quell’artera” da “Catone in Utica”, inserito come secondo brano della scaletta. La voce, straordinaria, è quella del mezzosoprano Agata Bienkowska, polacca di nascita e italiana di adozione, accompagnata al pianoforte da Franca Moschini. A fare da cornice è la chiesa di Santa Maria de Armenis. Note, canto e architetture rupestri che hanno donato al pubblico la magia di una serata davvero unica e suggestiva. Solo l’ultimo tassello di una edizione del festival che si candida davvero ad entrare negli annali cittadini della musica colta. Ad esprimere la sua soddisfazione per il grande successo riscosso nel corso di questa edizione itinerante, organizzata in collaborazione con l’orchestra ICO della Magna Grecia e MonacelleCultura, è il direttore del Conservatorio materano, Saverio Vizziello. All’attivo del festival, ha fatto notare Vizziello, frammenti ed esibizioni musicali di rara bellezza e suggestione, sublimate dagli effetti scenici e sonori di alcune fra le più caratteristiche location della città. Con un tocco di gusto in più, quest’anno, grazie al matrimonio dell’enogastronomia locale con la musica. Cibo e Musica, dunque, con la possibilità offerta al pubblico di deliziare il proprio orecchio ma anche il palato, con le tipicità delle nostre produzioni. Insomma un festival da ricordare e forse anche da incorniciare ma con occhio sempre puntato al futuro.