Buon compleanno ad Enrico Anecchino, 70 anni tra teatro e arte

Enrico Anecchino

MATERA – Settant’anni e un codino. Quello che da sempre pende dalla nuca di Enrico Anecchino, che oggi raggiunge un’importante traguardo di vita, con i lunghi capelli ormai bianchi. Segno di saggezza, dicono. Sicuramente, in questo caso, di un’esistenza vissuta sempre intensamente, con impegno civico, passione e amore. Donati con generosità alla moglie Ninetta e ai figli Pasquale, Anna, Lucia e Raffaella; ma anche e soprattutto alla sua città, Matera. Sin dal 1974, quando fondò il Gruppo Teatro Matera, con l’idea, allora considerata folle, di ridare vita ai Sassi, per millenni animati da pastori con le loro pecore, artigiani al lavoro nelle loro botteghe, massaie e lavandaie all’opera e poi scomparsi negli anni ’50, con lo sfollamento che segnò la fine della civiltà contadina, la “morte” dei Sassi. Il Gruppo Teatro Matera si mise così al lavoro per la rinascita dei Sassi, Già vent’anni dopo, Enrico credeva alla necessità di farli rinascere, per offrire al mondo intero il fascino irresistibile di un luogo unico, realizzando nel corso degli anni memorabili edizioni del Presepe Vivente e della Passione di Cristo: rappresentazioni semplici e genuine, ma allo stesso tempo intense ed emozionanti, come solo l’arte, quella vera, popolare, sa dare. Quegli eventi, che se ripresi farebbero sin da oggi di Matera la Capitale della Cultura, erano realizzati del resto da uomini veri, che nella vita quotidiana erano impiegati, operai, artigiani, casalinghe e studenti, e nel tempo libero condividevano il sogno di Enrico Anecchino e ci mettevano grande impegno, passione e umanità. Anche perché in fondo rappresentavano se stessi, quello che Matera era stata fino a qualche decennio prima. Come ancora oggi è possibile ammirare nella storica Casa Grotta di Vico Solitario, aperta nel cuore del Sasso Caveoso sin dal 1977 per la nostalgia dei più anziani, la fondamentale conoscenza dei più giovani e l’ammirato stupore delle centinaia di turisti italiani e stranieri che tutti i giorni la visitano. Accolti dal sorriso di Raffaella (la più piccola delle figlie di Anecchino, che ne prosegue l’attività) e dalle sue affabili collaboratrici. Noi, insieme a loro, in questa bella giornata, auguriamo ad Enrico, con affetto, buon compleanno.