Federicus: ad Altamura entrano nel vivo le celebrazioni

Altamura (Ba). Entra nel vivo il ricco programma di celebrazioni in onore di Federico II di Svevia ad Altamura che culminerà il 25 aprile con un imponente corteo storico con la partecipazione di 600 figuranti,installazioni, mercatini medievali, giochi ed itinerari gastronomici, tutto appositamente studiato per rievocare l’ epoca sveva. Intanto ieri sera, in una gremita sala Fiore nell’ex Monastero del Soccorso, è stato presentato il libro Federicus, da cui prende il nome l’intera kermesse, scritto da Antonio Piccininni, altamurano appassionato di storia e letteratura, scomparso qualche anno fa. Un volume destinato a rimanere nei cassetti, così come tante altre opere di notevole interesse, ma che grazie all’impegno dei figli dell’autore, potranno essere apprezzate dai lettori e dalla comunità. Il libro si pone come una vera e proprio biografia di Federico II di Svevia, colto edificatore, protettore delle arti e grande rinnovatore per i suoi sostenitori, ma anche temibile nemico della cristianità. Spazio viene riservato anche alla sua infanzia e alla sua educazione, ma anche ai suoi rapporti con gli eretici, con il mondo arabo e con la cultura. Uno dei personaggi più complessi della sua epoca che certamente ha segnato il tempo e la storia. Con un grande evento ed un’imponente organizzazione curata dall’Asd F Leonessa – Progetto Fortis Murgia/Laboratori Federiciani ed il coinvolgimento di oltre trenta realtà cittadine, la città di Altamura omaggia, dunque, Federcio II , colui che rifondò la città murgiana come segno di riconoscenza. I crociati dell’imperatore, colpiti dalla peste, infatti, trassero qui beneficio dalla salubrità dell’aria e dell’acqua. Ad Altamura, poi, Federico II posò la la prima pietra per la costruzione della Cattedrale, tra i piu bei luoghi di culto medievali del sud Italia. Intanto oggi è stato inaugurata nella galleria “Studio 52 – Arte & Cornici”, in via Santeramo, la mostra collettiva intitolata “Omaggio all’imperatore”, mentre nella sala Camasta del Monastero del Soccorso è stata allestito il Museo della Tortura con un’esposizione di attrezzi d’epoca a cura del professor Michele Pellegrino.