Cinema: in Basilicata lavora la Film Commission Puglia

Matera. Basilicata ultima e, visto come procede la vicenda, anche con scadenti se non proprio zero opportunità di recuperare il tempo perduto. Parliamo di film commission regionale, organismo che, più che sulla carta, continua ad essere solo nel programma di qualche politico. Sulla falsariga di quanto è stato costruito in Piemonte, Umbria e Puglia, all’indomani della presenza a Matera di Mel Gibson, impegnato nella realizzazione del suo The Passion, si cominciò a discutere della questione. Era il 2004. In sette anni tutto è rimasto immutato, nonostante le tante riunioni e le varie proposte avanzate. Nel frattempo la città dei Sassi si è di volta in volta trasformata nel set di Nativity, Omen 666, Artemisia Sanchez, Paolo Sesto, tanto per parlare delle produzioni cinematografiche più accreditate, tutte realizzate sul piano locale all’insegna del “fai da te”. Ed eccoci all’ultima sorpresa: la fiction messa in onda ieri sera dalla Rai (“il generale dei briganti”) è stata realizzata nel Potentino, tra Corleto Perticara e Lagopesole. Le location sono state proposte dalla Film Commission pugliese che ovviamente si è fatta carico anche di individuare maestranze e professionalità necessarie a sostenere al meglio il set. Anche in questo caso, Basilicata terra di conquista o di nessuno, forse meglio dire colonia pugliese con la film commission della confinante regione che allarga i suoi confini fino al territorio lucano. Acqua, petrolio, qualità ambientale e adesso anche location cinematografiche con chi dovrebbe decidere in prima persona sull’uso di certe risorse regionali che continua a restare alla finestra, incapace di scegliere su ogni programma di sviluppo del territorio e di trovare una definizione che consenta nuove opportunità di crescita soprattutto per i giovani. Ecco perchè ultimi, probabilmente senza appello e possibilità di recuperare, salendoci a bordo, il treno della settima arte, mentre in tanti si agitano, parlano, pontificano di sviluppo anche attraverso la cultura. Ma con il cinema che, pur se faticosamente, tiene la marcia e la rotta, qui in Basilicata tutto resta fermo, immobile e soprattutto improduttivo.