Standing ovation per la commedia in vernacolo "La ptàj du varvìr"

Matera. Un debutto da standing ovation perla neonata compagnia teatrale “Cap 75100”. Applausi scroscianti e risate a non finire hanno accompagnato le oltre due ore della commedia “La ptàj du varvìr”, prodotta dalla società “Blu Video”. Uno spettacolo incredibilmente reale per il talento degli attori e per la bravura di un team di professionisti che in poco tempo ha messo in piedi un lavoro magistrale, dal direttore artistico Geo Coretti,coadiuvato dal direttore della fotografia Toni Notarangelo fino agli studenti del Liceo Artistico che hanno curato la scenografia, oltre alla preziosa collaborazione di una lunga serie di sponsor privati, artigiani e artisti tra cui il maestro cartapestaio Michelangelo Pentasuglia. Garanzia di divertimento il cast di attori, un gruppo di amici affiatato che ha centrato l’obiettivo prefissato alla vigilia dell’evento: regalare al pubblico quella spensieratezza che nella vita di tutti giorni manca ormai da tempo. Uno spettacolo che intreccia comicità, storia e costume ruotando intorno ai valori della famiglia, alle tradizioni ed alla fede. Sketch che hanno portato inevitabilmente gli spettatori a ricordare quello che avveniva, e per alcuni avviene ancora oggi, nei giorni di festa: le abbuffate coi parenti con porzioni spropositate di piatti tipici, dalle pettole alle cartellate, le grandi giocate a tombola e la processione di Natale allo scoccare della mezzanotte tra i corridoi dell’appartamento. Ma l’intero spettacolo si svolge nella bottega del barbiere Michele Acquasanta, in via delle Beccherie tra il 7 e l’8 dicembre del 1957. Una sala da barba che è anche centro di aggregazione e discussione, un luogo dove regnano i pettegolezzi e in cui è possibile dar sfogo ai propri sentimenti. Il barbiere Michele “la chitarra” – interpretato da Pasquale Cancelliere, poliziotto nella vita e attore per passione – è un marito lavoratore in cerca di tranquillità, che mal sopporta la convivenza con il cognato “butrone” – Roberto Porsia – ed una moglie “maresciallo” – Lia Trevisani – parsimoniosa, una mamma chioccia nei confronti del figlio inetto – Valerio Stano – lo stesso che centrerà la quaterna solitamente giocata sulla ruota di Bari dal padre. “Ma i soldi non fanno la felicità” come sottolinea in chiusura don Gabriele – Uccio Mastrosabato – e l’armonia familiare, dopo alcune incomprensioni, torna a risplendere nella bella Matera anche se il sogno proibito di Michele nei confronti della vedova “uappona” – Maria Rosaria Rizzi – non svanisce. Attorno al nucleo familiare ruotano altri simpatici personaggi: l’amico Minguccio – Raffaele Contini – reduce della seconda guerra mondiale ed il macellaio Cosimo – Tonio Tarasco. Chi vorrà assistere allo spettacolo dovrà prenotare il biglietto per la terza rappresentazione in programma giovedì 19 gennaio, perché per la replica di questa sera è tutto esaurito ormai da molti giorni. I proventi andranno all’associazione “Pier Paolo Pasolini”, nell’ambito del progetto cinematografico “XXI settembre 1943”, un film scritto da Geo Coretti e che sarà prodotto prossimamente dalla società “Blu Video”. Raffica di complimenti anche sul web per la compagnia “Cap 75100” . Se il buongiorno si vede dal mattino possiamo prepararci ad altri, emozionanti e divertenti, capolavori.