Parole e Libertango nel carcere di Matera

Matera. Lo sfondo era quello dei Rioni Sassi, ma si trattava solo di un disegno. Non era uno splendido teatro all’aperto, ma una sala della “Casa Circondariale” di Matera. Il pubblico non era quello delle grandi occasioni che spesso, agghindato e con false competenze, commenta un’esibizione. Le reazioni della platea, silenzi quasi irreali o applausi scroscianti, venivano direttamente dal cuore. I detenuti del carcere materano sono stati ieri spettatori e allo stesso tempo protagonisti dell’evento “Parole e Libertango” inserito nel cartellone di “GiugnoMusica2010” promosso dal Conservatorio “Duni “. Le musiche eseguite dalla formazione Sax Ensemble del Maestro Nunzio Locantore  si sono alternate alle poesie scritte e recitate dai detenuti; a stimolare la loro vena artistica Lello Chiacchio, direttore artistico del Centro Culturale Skenè. 98 i detenuti che hanno aderito al progetto, particolarmente intenso e impegnativo perché dedicato a persone che oltre alla pena detentiva scontano anche l’isolamento culturale. Ma per la prima volta il conservatorio “Duni” in collaborazione con Skenè ha varcato i cancelli di un carcere all’insegna del potere salvifico della musica e dell’arte in generale. La direttrice del carcere Maria Teresa Percoco ha citato una frase particolarmente significativa: “ Dietro ad ogni delitto c’è il passato ma davanti c’è il futuro, un avvenire in cui vive e opera un uomo che può essere diverso da quello che ha commesso il delitto”.