Incendio Ecocentro Lequile, indagini della Procura di Lecce
Ancora fumo dall’Ecocentro di Lequile, i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce lavorano giorno e notte per placare la combustione ed i residui dell’incendio sviluppatosi sabato scorso in un pomeriggio infernale. Per spegnere le fiamme e portare la situazione alla normalità sono stati impegnati i vigili del fuoco di Lecce, Bari, Brindisi e Taranto, assieme all’esercito italiano, scuola di cavalleria ed anche l’aeronautica militare con sessantunesimo stormo. Ma la situazione non è facile, l’aria è diventata irrespirabile nella zona di Lequile, san Cesario, Cvallino, San Donato ed anche Lecce e l’Arpa è al lavoro per capire i livelli di qualità dell’aria. Andate in fumo plastiche ed altri rifiuti certamente tossici. Si esclude la presenza dell’amianto, però, ciò non placa l’allarme sul piano della salute pubblica. I sindaci e lo stesso Presidente della Provincia lanciano l’allerta e non è facile per i residenti restare chiusi in casa come vuole il protocollo, con l’emergenza caldo che impersa per tutto lo stivale. Ma questo non è un incendio come gli altri: va a fuoco l’Ecocentro di Lequile, ossia il punto di raccolta della differenziata che, guarda caso, era andato in tilt in questi giorni, soprattutto nella raccolta della plastica. Un caso che gli stessi amministratori di Lequile abbiano evidenziato più volte tentativi di rogo nei pressi dello stesso centro, dove insiste una pineta a ridosso della statale 101, in direzione Gallipoli e Galatina. La procura della Repubblica di Lecce ha avviato un’inchiesta per comprendere la dinamica di questo incedio e quali siano le responsabilità: l’ipotesi del dolo è assai alta visto che i focolai dell’incendio si erano sviluppati in più punti. L’azienda che gestisce l’Ecocentro sostiene che il rogo si sia propagato dal boschetto e che i dipendenti della ditta hanno seguito il protocollo di sicurezza. La struttura è sotto sequestro da parte dei carabinieri che hanno posto i sigilli: e le associazioni civiche, i sindaci, i cittadini ed adesso anche la magistratura vogliono vederci chiaro questa volta, su un rogo che è durato ben trenta ore e i cui strascichi si spegneranno molto difficlmente sotto più punti di vista.

