Mesagne (BR), crolla una tettoia in cantiere: morto un operaio, grave il figlio
Il crollo all’interno di un cantiere edile. La vittima aveva 66 anni, il figlio di 26 è ricoverato in codice rosso
Cercando di mettere in salvo suo figlio mentre era a lavoro. Così ha perso la vita Antonio D’Errico, mesagnese di 66 anni vittima di un incidente sul lavoro avvenuto nella mattina del 29 luglio in via Alimini, in contrada Manfredonia, a Mesagne. Nella triste vicenda è rimasto coinvolto anche il figlio Alessandro, di 26 anni. Il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Perrino” di Brindisi e al momento le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo una prima ricostruzione il 66enne stava lavorando al montaggio di una tettoia in legno insieme ad altri operai quando, per cause ancora in fase di accertamento, la struttura avrebbe ceduto o sarebbe scivolata, travolgendolo in pieno. Una vicenda che ha scosso la popolazione e le sigle sindacali dei lavoratori. “Siamo stanchi e indignati di dover subire continuamente notizie come questa – Lo scrive in una nota il coordinatore provinciale della Uil Brindisi, Fabrizio Caliolo – non si può tollerare che uscire di casa per lavorare si trasformi in una condanna a morte. È tempo che la politica, a tutti i livelli, smetta di girarsi dall’altra parte e metta d’urgenza la sicurezza al primo posto dell’agenda pubblica”. Se da un lato c’è l’appello alla politica dall’altro c’è l’indignazione per le condizioni di lavoro in cui si ritrovano gli operai nel 2026. “Nei cantieri edili della provincia di Brindisi il fenomeno delle morti sul lavoro continua a manifestarsi in tutta la sua tragicità – scrivono in una nota congiunta il segretario generale della Cgil Brindisi, Massimo Di Cesare, e il segretario generale della Fillea Cgil Brindisi, Giuseppe Maggiore – le indagini per l’analisi dell’accaduto sono ancora al vaglio degli inquirenti ma, come sempre, sono svariate le cause che generano tali tragedie. Ci sono tante dinamiche che sono sottovalutate, anche nei cantieri di lavori privati, e che denunciamo da tempo come – aggiungono – l’assenza di formazione, i ritmi estenuanti con cui si è spesso costretti a lavorare con lo scopo di accelerare i tempi di consegna dei lavori”.

