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Foggia, docente aggredito all’istituto Einaudi: “Le scuole diventano ring per frustrazioni personali”

  • La sindaca Episcopo e l’assessore Di Molfetta esprimono solidarietà al professore colpito dal padre di un’alunna

    Un docente dell’istituto superiore Einaudi di Foggia è stato schiaffeggiato dal padre di un’alunna dopo un rimprovero disciplinare. Il Comune parla di “regressione civile” e richiama le nuove norme del Ministero con pene fino a cinque anni.

    Un docente dell’istituto superiore Einaudi di Foggia è stato colpito al volto dal padre di un’alunna davanti agli studenti, a seguito di un rimprovero disciplinare. L’episodio è avvenuto in città e ha suscitato la presa di posizione dell’amministrazione comunale.

    In una nota diffusa il 17 febbraio, la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo e l’assessore alla Pubblica istruzione Domenico Di Molfetta hanno espresso solidarietà al professore, all’istituzione scolastica e al dirigente. “L’episodio di violenza avvenuto a Foggia non è solo un fatto di cronaca nera. È il sintomo di una regressione civile che sta trasformando le nostre scuole in ring per frustrazioni personali”, affermano.

    Secondo sindaca e assessore, quando “il perimetro scolastico smette di essere un luogo sacro della formazione e diventa teatro di aggressioni, a fallire non è solo il singolo individuo, ma l’intero patto educativo tra Stato e famiglia”. Nel comunicato si sottolinea che “il dovere educativo è stato sostituito dalla ricerca ossessiva del consenso” e si richiama la necessità di una “ricostruzione culturale”.

    Gli amministratori ricordano che il Ministero dell’Istruzione ha adottato la linea della tolleranza zero. Docenti, dirigenti e personale Ata sono pubblici ufficiali e aggredirli, si legge nella nota, significa colpire lo Stato. Le nuove norme prevedono pene detentive fino a cinque anni e il risarcimento del danno biologico e d’immagine.

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