Ammessa la costituzione di parte civile dei ministeri della Difesa e dell’Interno, udienza aggiornata al 24 febbraio
Questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Brindisi (presidente Maurizio Saso), si è aperto il processo per l’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso il 12 giugno scorso nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana in un conflitto a fuoco con due persone a bordo di un’auto risultata rubata.
Unico imputato è Camillo Giannattanasio, accusato di concorso in omicidio volontario pluriaggravato (con Michele Mastropietro morto in un successivo conflitto a fuoco con due poliziotti durante la fuga), resistenza a pubblico ufficiale, porto e detenzione di armi clandestine e munizioni, e ricettazione.
In aula erano presenti la vedova di Legrottaglie, il collega che era con lui il 12 giugno e l’imputato. Nell’udienza odierna, l’Avvocatura dello Stato (avvocato Angela Caprioli) ha ottenuto l’ammissione della costituzione di parte civile dei ministeri dell’Interno e della Difesa. Le altre parti civili – moglie e figlie della vittima, e il collega – sono assistite dai legali Stefano Andriola, Giovanni Fiorino e Donato Manelli, mentre l’avvocato Luigi Danucci difende l’imputato.
La Corte ha inoltre accolto la richiesta del pubblico ministero, Livia Orlando, di disporre una perizia per estrarre copia forense dai telefoni cellulari dell’imputato già sequestrati all’indomani dell’omicidio. La prossima udienza è fissata per il 24 febbraio, quando sarà conferito l’incarico per la perizia.
