Il sindacato di polizia critica duramente la violenza contro le forze dell’ordine
Otto misure cautelari a Torino dopo i disordini dello scorso 3 ottobre durante il corteo “Blocchiamo tutto”, manifestazione organizzata in solidarietà al popolo palestinese. Un gruppo di manifestanti, secondo quanto ricostruito, ha preso di mira la Polizia con lanci di pietre e bottiglie, provocando il ferimento di dodici agenti.
Nel mirino, stazione Porta Susa e la Prefettura: obiettivi considerati sensibili che quel giorno erano protetti dalle forze dell’ordine. Alcuni degli indagati, secondo le indagini, sarebbero coinvolti anche in episodi di rapina con lesioni gravi.
A sostegno della Polizia di Stato e della magistratura è intervenuto il MOSAP, Movimento Sindacale Autonomo di Polizia. Il Segretario Generale Fabio Conestà ha dichiarato: “Chi colpisce uomini e donne in divisa non esprime un’opinione: compie un’aggressione allo Stato e alla convivenza civile”.
Conestà ha sottolineato come “dodici agenti feriti non siano un dettaglio”, ma la prova di una deriva che, secondo il MOSAP, viene spesso ignorata. “Non è accettabile che le forze dell’ordine continuino a pagare sulla propria pelle l’assenza di regole chiare e di una reale volontà politica di tutelarle”, ha detto.
Il sindacato ha richiamato anche le parole della magistratura torinese, che ha parlato di “allarmante spregiudicatezza criminale” e di “totale assenza di freni inibitori”. Per Conestà servono “strumenti normativi più incisivi, pene certe e un sostegno concreto agli operatori”. E ha concluso: “Difendere chi difende è un dovere dello Stato”.
