Lecce, maxi operazione della Guardia di Finanza contro la pirateria IPTV: sequestri e denunce

[ AGGIORNAMENTO ] – L’avvocato difensore di uno degli indagati nella recente indagine contro la pirateria IPTV a Lecce smentisce alcuni dettagli diffusi dalla stampa, sottolineando che non è stato notificato alcun avviso di conclusione delle indagini e che mancano prove tecniche di reato.

In merito alla recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lecce contro la pirateria IPTV, l’avvocato Paolo Cantelmo, difensore del sig. Pantaleo Carratta, ha inviato una richiesta formale di rettifica alle testate che si sono occupate della vicenda, chiarendo diversi aspetti dell’inchiesta.

L’indagine, avviata nel 2022 per presunti reati risalenti al 2017, è ancora in fase preliminare. Come sottolineato dal legale, a nessuno dei quattro indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini né è stato disposto alcun rinvio a giudizio.

Contrariamente a quanto riportato, non sarebbe mai stata individuata o sequestrata una centrale di smistamento di segnali criptati né sarebbero stati rinvenuti decoder, server o flussi pirata. “È stata verificata l’assenza di server per la decodifica dei segnali PayTV nei dispositivi sequestrati”, avrebbe precisato lo stesso consulente tecnico della Procura.

Cantelmo ha anche sollevato perplessità circa la legittimità delle sanzioni amministrative inflitte a circa 2.300 utenti, molte delle quali – spiega – si basano unicamente su versamenti su carte prepagate, senza identificazione di indirizzi IP, analisi di dispositivi o indicazione delle opere eventualmente piratate.

Il legale ha inoltre evidenziato i rischi di un’interpretazione distorta dell’uso del sistema IPTV, che è legale se non impiegato per fini illeciti. Ha citato anche il caso del Piracy Shield, lo strumento introdotto da AGCOM, che in passato ha causato il blocco di siti come YouTube e Google Drive a seguito di errori di segnalazione.

Infine, è stato fatto notare che, a fronte di una responsabilità penale ancora tutta da dimostrare, numerosi cittadini si trovano a pagare sanzioni solo per evitare i costi di un ricorso, pur ritenendosi estranei ai fatti.

Di seguito il testo originariamente pubblicato

Scoperta una centrale illegale di trasmissione IPTV con oltre 2.300 utenti; sigilli a beni per 500 mila euro

La Guardia di Finanza di Lecce ha portato a termine una vasta operazione contro la pirateria audiovisiva digitale, individuando e smantellando una centrale di trasmissione illegale IPTV, conosciuta anche come “pezzotto”. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, si è avvalsa del contributo specialistico del team “Computer Forensics Data Analysis” della stessa Finanza.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato cinque immobili, due autovetture – una delle quali d’epoca – e circa 60.000 euro in contanti, riconducibili al principale indagato. Quest’ultimo, insieme ad altri tre complici residenti in provincia di Lecce, è stato denunciato per violazione della normativa sul diritto d’autore e autoriciclaggio.

Le indagini hanno permesso di localizzare la centrale di smistamento del segnale IPTV a Lecce. Il sistema illegale garantiva l’accesso a contenuti protetti a oltre 2.300 utenti, i quali pagavano un abbonamento mensile di circa dieci euro per ricevere illegalmente i canali di piattaforme come Sky, Mediaset Premium, Netflix e Dazn. I proventi accumulati, superiori a 500 mila euro, sono stati reinvestiti in beni mobili e immobili per occultarne la provenienza illecita.

In collaborazione con il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma, l’operazione è stata estesa a livello nazionale, portando alla verbalizzazione di tutti gli utilizzatori finali. Complessivamente, 2.342 soggetti residenti in 81 province italiane sono stati sanzionati per violazioni amministrative, alcuni dei quali recidivi.

Grazie all’autorizzazione della Procura di Lecce, è stato possibile incrociare i dati bancari e delle carte prepagate degli utenti, individuando chi effettuava le ricariche su conti riconducibili agli organizzatori della piattaforma illegale.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di condanna definitiva.

Il 14 maggio 2025, presso la sede centrale del CONI, si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione dell’Amministratore delegato della Serie A, rappresentanti del Governo e ufficiali della Guardia di Finanza, per illustrare i risultati di questa operazione congiunta e ribadire l’impegno contro la pirateria audiovisiva.