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Melfi (PZ), tre cellulari rinvenuti nel carcere: allarme sicurezza

  • Nel reparto Alta Sicurezza sequestrati smartphone con SIM e caricatori

    Il 20 marzo, nel carcere di Melfi, sono stati trovati tre cellulari in due celle del reparto Alta Sicurezza. Il segretario UILPA Sabia lancia l’allarme sul fenomeno in crescita a livello nazionale.

    Tre smartphone completi di SIM e caricatori sono stati sequestrati nel carcere di Melfi, in provincia di Potenza, durante un’operazione di polizia condotta il 20 marzo nel reparto “Alta Sicurezza”. I dispositivi erano nascosti in due camere di pernottamento. Solo pochi giorni prima, domenica 16 marzo, era stato rinvenuto un altro cellulare nello stesso reparto.

    In una nota stampa della UILPA Polizia Penitenziaria, si sottolinea come il fenomeno dell’introduzione illecita di telefoni cellulari negli istituti penitenziari sia in forte crescita. A livello nazionale, si è passati dai 1.084 sequestri del 2022 ai 2.252 del 2024, con un incremento complessivo del 110% in tre anni. Una tendenza definita “preoccupante”, soprattutto perché consente ai detenuti di mantenere contatti con organizzazioni criminali anche dall’interno delle carceri.

    Il segretario regionale della UILPA Donato Sabia denuncia: “La criminalità corre più delle Istituzioni. I detenuti usano tecniche sempre più sofisticate, mentre il personale è carente e costretto a turni massacranti”. Sabia ha inoltre ricordato che i detenuti in Italia hanno superato quota 62.000, a fronte di meno di 18.000 agenti in servizio.

    La UILPA chiede al Governo interventi urgenti, tra cui l’installazione di dispositivi tecnologici e inibitori di segnale, per garantire la sicurezza degli istituti e impedire che le carceri si trasformino in “centrali operative” della criminalità. Il sindacato ha infine espresso soddisfazione per l’operazione svolta dal personale della Casa Circondariale di Melfi, sottolineandone la professionalità.

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