La mancata ricarica dell’aria condizionata nella stanza in cui si trova la culla termica della chiesa san Giovanni Battista di Bari potrebbe aver avuto un ruolo nel caso del neonato trovato morto la mattina del 2 gennaio. Nel corso della consulenza tecnica disposta dalla Procura è stato infatti rilevato un possibile malfunzionamento del materassino della culla e dei suoi sensori, che non avrebbero rilevato la presenza del piccolo e non avrebbero dunque fatto scattare l’allarme. A differenza del tappetino, l’alimentatore della culla e lo stesso allarme sarebbero risultati funzionanti dal momento che, stimolati in altro modo, avrebbero fatto partire la chiamata al cellulare del parroco. Inoltre, secondo la testimonianza dell’uomo che, per primo aveva ritrovato il corpicino la mattina del 2 gennaio, dal climatizzatore presente nella stanza, che si accende automaticamente una volta rilevato un movimento, fuoriusciva aria fredda. Anche nel corso delle prove fatte durante la consulenza, si sarebbe verificata la stessa cosa. Si tratta di un climatizzatore che non viene regolato manualmente a seconda delle stagioni, ma che si adatta automaticamente a seconda delle temperature esterne, emanando aria calda in inverno e fresca in estate. L’ipotesi su cui è a lavoro la Procura è che l’apparecchio, come avviene nelle automobili, non sia stato ricaricato, e che quindi si sia attivato dopo aver rilevato il movimento, emettendo però aria fredda. Il piccolo, come emerso dall’autopsia, è morto verosimilmente per ipotermia.
Neonato morto nella culla termica, possibile fuoriuscita di aria fredda dal condizionatore
