Caso accessi abusivi sui conti correnti: oltre a Coviello ci sarebbero altri 10 indagati

Vincenzo Coviello non sarebbe stato l’unico dipendente di Banca Intesa ad effettuare accessi abusivi sui conti correnti di politici come quello della premier Giorgia Meloni, ma anche di forze dell’ordine, magistrati e cittadini comuni. Nell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Bari sarebbero spuntati infatti altri indagati. Nello specifico sarebbero tra i due e i dieci gli altri dipendenti coinvolti, nei confronti dei quali sarebbero già scattate le prime perquisizioni. Sembra dunque sempre più concreta l’ipotesi fatta anzitempo dagli inquirenti, secondo cui Vincenzo Coviello avesse un complice riguardo agli accessi ai dati di Meloni e delle altre 6.975 persone spiate, nonostante lui avesse sempre ribadito di aver fatto tutto da solo. Le indagini su Coviello, 52enne di Bitonto, erano partite dalla denuncia di un medico barese, che per primo aveva segnalato l’accesso abusivo di terzi sui suoi conti. Una segnalazione dalla quale sarebbero poi emersi tutti gli altri accessi del 52enne che si divertiva anche spiando le carte di credito e tracciando gli spostamenti dei ministri, violando i conti di Montecitorio. “Sono malato, non licenziatemi”, la difesa di Coviello che tra gli altri controllava anche i conti di sua moglie e la cognata, anche se il più spiato sarebbe stato un suo amico, con il record di 331 ingressi nel conto corrente. I reati ipotizzati per l’ormai ex dipendente di Banca Intesa, inseriti nel fascicolo coordinato dal procuratore Roberto Rossi e dall’aggiunto Giuseppe Maralfa, sono l’accesso abusivo a sistema informatico e ai dati finanziari delle istituzioni poste a fondamento della Repubblica.