Bari, omicidio Lello Capriati. Decaro: “Massima attenzione per la sicurezza della città”

Quattro colpi di pistola, tre alla testa e uno alla spalla, sparati quasi certamente con un solo revolver da un killer che probabilmente era a bordo di una moto: è morto così Raffaele Capriati, detto Lello, il 39enne nipote del boss di Bari Vecchia detto “Tonino” protagonista, nella sera di Pasquetta, a Torre a Mare, di quello che può essere definito un agguato in pieno stile mafioso. Un delitto a sangue freddo sul quale indaga la squadra mobile della Questura di Bari, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha compiuto perquisizioni ed ascoltato alcuni parenti della vittima. Secondo la ricostruzione, a bordo dell’auto su cui viaggiava la vittima, ci sarebbe stata un’altra persona, che quindi avrebbe assistito all’omicidio, sarebbe poi scappata a bordo della stessa vettura. Gli agenti della squadra mobile della questura di Bari stanno analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona per dare un volto a questo testimone. Al momento non è chiaro se si tratti di un uomo o di una donna e a dirlo saranno gli accertamenti degli investigatori. Intanto, sarà conferito giovedì al professore Francesco Vinci dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia. Lello Capriati, figlio di Sabino, era stato scarcerato a fine agosto 2022 e il suo ritorno in libertà era stato accolto a Bari Vecchia da festeggiamenti, fuochi d’artificio e video sui social. La famiglia di Lello Capriati è già stata vittime di agguati e di regolamenti di conti negli ultimi anni. Il 21 novembre del 2018, nel rione Japigia di Bari, in un agguato compiuto davanti alla moglie e al figlio, fu ucciso Domenico Capriati, detto Mimmo, fratello maggiore di Lello. Secondo gli investigatori Lello negli ultimi tempi aveva preso il posto del fratello nella gestione degli affari di famiglia a Bari Vecchia. Sul caso è intervenuto intanto il sindaco di Bari: “Quello che è accaduto per le strade di Bari è un fatto gravissimo, per le modalità con cui l’agguato si è consumato, per il fatto che la vittima è un esponente di spicco del clan Capriati e per le conseguenze che questo può generare – ha detto Antonio Decaro – Per questo sono in contatto con il Prefetto e il Questore per chiedere la massima attenzione da parte di tutti. La città non può vivere nel terrore dell’attesa di un regolamento di conti tra clan. È importante agire subito per bloccare qualsiasi potenziale recrudescenza. Ringrazio il prefetto – conclude Decaro – che a stretto giro ha convocato per giovedì il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”.