Mafia Potentina, un arresto per omicidio dello scorso 25 luglio

Il ferito, lasciato esanime a terra, morì alcuni giorni dopo

Era il 25 luglio scorso quando Luciano Lotito, 51enne di Potenza, veniva tamponato in località Pantano di Pignola, mentre era alla guida del suo scooter, incidente che gli costò la vita qualche giorno dopo.

Le generalità della vittima e le dinamiche del sinistro avevano subito indotto gli inquirenti a seguire la pista dell’omicidio, e di questo pare si tratti perché la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Potenza, ha dato esecuzione ad un decreto di fermo a carico di Michele Sarli, ritenuto responsabile dell’omicidio, aggravato alla premeditazione. Il motivo: il predominio del mercato delle sostanze stupefacenti.

Vittima e indagato, infatti, risultavano essere vicini al clan “Riviezzi” di Pignola storicamente contrapposto al clan “Martorano – Stefanutti’ di Potenza. Dalle indagini condotte dagli inquirenti sono emersi già trascorsi dissapori tra i due, preceduti, circa sei mesi prima dell’omicidio, da un analogo tentativo, sempre di Sarli, di speronamento nei confronti di Lotito.

“In provincia di Potenza la mafia è silente ma non del tutto”, ha spiegato il Procuratore capo della Procura della repubblica di Potenza, Francesco Curcio, riferendosi ai tentativi di ricomporre le faide tra i due clan, non andate del tutto a buon fine alla luce del fatto di cronaca.

Per il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Vincenzo Montemurro, l’operazione è stata frutto della brillante osmosi investigativa tra Polizia e Carabinieri. Per accertare la responsabilità dei fatti, da alcuni fotogrammi è emerso che l’auto – di proprietà della suocera – fosse guidata da Sarli quella sera. Determinate anche il tentativo di riparazione dell’auto fatta effettuar da un carrozziere nei giorni successivi.