Omnia Nostra, condannato il boss latitante Raduano. Nel 2021 gli arresti tra le file della mafia garganica

Dal commercio ittico alle assunzioni: “é tutta roba nostra”, così dicevano i sodali dei clan del Gargano Romito-Lombardi-Ricucci e del Clan Raduano intercettati durante l’operazione Omnia Nostra. A distanza di due anni dai 32 arresti che decimarono le fila delle organizzazioni criminali arrivano le prime condanne: tra queste l’ergastolo inflitto a Marco Raduano, già condannato in via definitiva a 19 anni per altri reati e tuttora latitante dopo essere evaso dal carcere di Nuoro a febbraio scorso, calandosi da un muro di cinta. In tutto le condanne, per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, sono state 19. Le indagini coordinate dalla Dda fecero emergere un complesso sistema di controllo del tessuto produttivo e imprenditoriale nel territorio del Foggiano, tra Manfredonia e Mattinata. Le accuse a vario titolo sono state di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, estorsioni, detenzione di droga, rapina, e detenzione di armi. La gup di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha anche disposto la confisca del 50% della società Primo Pesca e Ittica Sa Srl di Antonio La Selva, condannato a 4 anni e 8 mesi, e del 100% della Divine Whims srls di Antonio Zino, e di denaro presente sui conti correnti di due imputati. Nel processo sono costituiti parte civile i Comuni foggiani di Manfredonia, Mattinata, Vieste, Monte Sant’Angelo, la Regione Puglia, la Camera di Commercio e la Federazione Antiracket.