Donna carbonizzata nel Brindisino, gip: ‘Incendio per uccidere o eliminare prove’

Sarebbe stato Alberto Villani, secondo il gip del tribunale di Brindisi, ad appiccare il fuoco alla villetta in cui è stato trovato carbonizzato il cadavere di sua madre Cosima, 71 anni, a San Michele Salentino in provincia di Brindisi.

Il fuoco sarebbe stato acceso dall’uomo o per provocare la morte della donna oppure per cancellare eventuali prove a suo carico dopo averla già in precedenza uccisa.

Il 47enne, accusato di omicidio volontario, si trova rinchiuso nel carcere di Brindisi. Nell’ordinanza che ne ha disposto l’arresto il gip ipotizza che l’omicidio possa essere avvenuto tra le 22:31 – quando si è allontanato dall’abitazione della madre in corso Cavour – e le 23:45 del 19 settembre, quando si è presentato in mutande a casa del vicino chiedendogli di chiamare i vigili del fuoco.

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, i carabinieri con la visione di alcune telecamere hanno accertato che l’uomo poco prima dell’incendio avrebbe raggiunto “l’abitazione della madre” in centro a San Michele Salentino, con abiti diversi rispetto a quelli con cui verrà ritrovato dalle forze dell’ordine subito dopo l’incendio nella villetta di campagna. Anche nell’ordinanza del gip, si fa riferimento all’ipotesi della volontà della madre del figlio di vendere quell’immobile, e a un appuntamento che i due avevano per lo stesso pomeriggio dell’incendio con un geometra per valutare “se l’abitazione di contrada Angeluzzi” dove viveva Alberto Villani, “fosse in regola dal punto di vista edilizio ed urbanistico”. Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia sul cadavere della donna.