Oncologo arrestato a Bari, avviata la sospensione del servizio. Delle Donne: “Massima collaborazione”

L’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari ha avviato la sospensione cautelare dal servizio del dottor Vito Lorusso, il primario chirurgo oncologo arrestato in flagranza per il reato di concussione. Ad annunciarlo è il direttore generale dell’istituto Alessandro Delle Donne, che ha inoltre sottolineato la piena e totale collaborazione nelle indagini da parte della struttura sanitaria.

Nel verbale di arresto si legge che il primario, poco prima di essere colto in flagranza di reato, avrebbe ricevuto da un paziente quattro banconote da 50 euro ciascuna. Le indagini sono iniziate lo scorso 20 giugno, dopo la querela sporta dal parente di un paziente defunto, e sono state condotte con l’ausilio di telecamere e di intercettazioni telefoniche e ambientali nello studio del medico all’interno del presidio ospedaliero. Quando le forze dell’ordine sono entrate nel suo studio, Lorusso ha consegnato la somma, che è stata sequestrata. Durante le perquisizioni, anche in casa, sono stati trovati altri 800 euro in contati e materiale informatico. Al paziente Lorusso ha assicurato che “si sarebbe fatto carico di leggere il referto della Tac”, e che il 2 agosto lo avrebbe visitato lui perché ci sarebbe stata una lunga fila e lui avrebbe accelerato i tempi. Nel verbale si legge inoltre che il medico “si vantava della propria competenza, denigrando l’operato dei suoi colleghi”, usando frasi come “hanno combinato un casino quelli che ti hanno operato”. Il documento evidenzia la “sudditanza psicologica” del paziente e la “spregevole consuetudine” dell’oncologo “scevra da quell’etica professionale che un medico dovrebbe avere”.