Andria, smantellato sodalizio mafioso. Le donne hanno ricoperto un ruolo centrale nella gestione dell’attività illecita

Smantellato un sodalizio mafioso nella Bat, con base ad Andria. Un ruolo centrale era ricoperto da due donne, mogli dei fratelli Pistillo, in carcere dal 2000

Da circa 20 anni, con violenza, hanno gestito il traffico di droga nella Bat, grazie al sostegno delle mogli. Michele e Francesco Pistillo, detenuti dal 2000, hanno continuato a gestire il traffico illecito di sostanze stupefacenti, con il sostegno del gruppo criminale gestito dalle due donne che erano in grado di veicolare le direttive dei capi clan ristretti in carcere.
Un controllo non solo legato al territorio della sesta provincia, ma che si è diramato anche in altre città, con contatti anche nel Barese, con il clan Capriati. Un giro di droga e armi che hanno portato in tutto all’arresto di 20 persone e di altre 5 attualmente indagate.
Nel corso dell’indagine, iniziata nel 2020, sono stati sequestrati: droga, armi ed esplosivo. La peculiarità del gruppo era infatti la minaccia e violenza, per garantire il loro dominio sul territorio. Un ruolo egemone, era anche garantito dalla presenza delle donne: oltre alle mogli dei fratelli Pistillo, una terza era coinvolta nel traffico degli stupefacenti.

Gli arrestati sono accusati di aver partecipato al sodalizio dedito al narcotraffico, attraverso l’utilizzo della violenza che ha permesso di alimentare il timore del loro nome su tutta la popolazione.

Le tre donne coinvolte, di 37, 39 e 40 anni, hanno avuto un ruolo centrale nel gruppo criminale. In particolare le due donne dei fratelli Pistillo hanno gestito le risorse finanziarie dell’attività illecita, gestendo prezzi e fornendo utili informazioni da e nel carcere. Nel corso dell’attività, sono state eseguite due grandi perquisizioni, che hanno portato al sequestro di più di 3 kg di tritolo, 6 pistole, un fucile, oltre alle munizioni e circa 40 kg di droga (tra marijuana, hashish e cocaina).