Torremaggiore, commozione ai funerali del 51enne Massimo De Santis

Una folla composta ha riempito la chiesa del Gesù Divino Lavoratore di Torremaggiore, nel Foggiano, per dare l’ultimo saluto a Massimo De Santis, l’uomo di 51 anni assassinato a coltellate la scorsa domenica nel pianerottolo della sua abitazione in via Palmiro Togliatti. L’uomo, raggiunto dalla follia omicida del panettiere 45enne Taulant Malaj, sarebbe stato colpito da 23 coltellate perché ritenuto dall’uomo il presunto amante di sua moglie Tefta, 39 anni, rimasta ferita nell’agguato. A celebrare le esequie don Renato Borrelli parroco della chiesa che nella sua omelia ha invocato: “Il silenzio su qualcosa di inesistente”. Chiaro il riferimento alla presunta relazione clandestina tra Massimo e Tefta, moglie del reo confesso. “Penso che chi avesse sussurrato all’orecchio dell’assassino qualcosa, dovrà sentire il rimorso”, ha proseguito il parroco. Al termine della celebrazione, un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro. Dopo aver ucciso De Santis, il panettiere, reo confesso e attualmente in stato di fermo, sarebbe entrato in casa dove avrebbe provato ad uccidere sua moglie, colpendo però mortalmente sua figlia Jessica, di 16 anni. I funerali di quest’ultima saranno celebrati lunedì mattina. Su desiderio di sua madre, la salma verrà tumulata provvisoriamente al cimitero di Torremaggiore per poi essere trasferita in Albania. “Sono convinto che Taulat Malaj aveva premeditato sia l’omicidio di Massimo De Santis, che quello della moglie Tefta – ha commentato intanto Michele Sondrio, legale della donna – Sono anche abbastanza convinto che, per circostanze che non posso al momento rivelare, anche l’assassinio di Jessica non sia stato affatto un cosiddetto errore, ma sia stato voluto da Taulat, che odiava anche la sua stessa figlia”. Per il legale, “Taulat Malaj ha compiuto una serie di gesti terribili e disumani, nella piena consapevolezza di quello che stava facendo”. Per Sodrio, inoltre, “altre aggravanti da ergastolo, che sembrano palesi, sono quelle dei futili motivi e della crudeltà”.