Torremaggiore, 23 coltellate al vicino di casa e 6 rivolte a Jessica: l’esito dell’autopsia sulle vittime della strage

23 le coltellate che hanno ucciso Massimo De Santis e 6 i fendenti mortali contro la 16enne Jessica, tutti al torace. È quanto accertato dall’autopsia compiuta nell’istituto di medicina legale di Foggia sui corpi del barista 51enne e della ragazzina uccisi domenica scorsa a Torremaggiore. In carcere e reo confesso per il duplice omicidio è il panettiere 45enne Taulant Malaj, che prima avrebbe ucciso l’uomo, suo vicino di casa, convinto che avesse una relazione con sua moglie, e poi ha ucciso sua figlia Jessica mentre tentava di difendere sua madre. Anche la donna Tefta, 39 anni, è rimasta ferita nell’aggressione ed è ricoverata nel policlinico di Foggia. Il 45enne ha usato un coltello a serramanico di 18 cm per compiere la strage. A confermarlo è il gip del tribunale di Foggia nella sentenza di convalida del fermo nei confronti dell’uomo, che ha confessato la mattanza. A chiamare i soccorsi è stata la moglie dell’assassino, Tefta Malaj, sopravvissuta all’aggressione perché difesa da Jessica. La notte tra sabato e domenica scorsi, dopo avere uccis sul pianerottolo di casa il presunto amante della moglie, raggiunto lì dopo aver scoperto di notte Tafta a chattare con lui, il 45enne Taulant Malaj ha spiegato agli inquirenti di essere andato in camera da letto dove c’era sua moglie;. “l’ho colpita e nel mentre è entrata Jessica, la quale voleva proteggere la mamma. Allora io ho colpito anche Jessica e l’ho uccisa. Non mi ero reso conto che fosse lei. Jessica purtroppo si è trovata nel momento sbagliato. Dal letto loro due sono scappate in cucina dove ho continuato a colpirle”. E’ un passaggio della confessione di Malaj, nei confronti del quale il quadro indiziario si è consolidato grazie alla visione dei filmati delle telecamere presenti in casa, che hanno ripreso le scene in cui l’uomo ha colpito “con chiara volontà omicida” – si legge nella sentenza – sia la moglie che la figlia. Il 45enne ha anche raccontato di aver filmato la scena del crimine subito dopo essersi reso conto di ciò che aveva fatto. Il video, circolato sui social e inviato dal presunto assassino a un amico, è stato messo agli atti.