Bari, processo a imprenditore per mazzetta a Lerario: “Lavori protezione civile affidati senza requisiti”

“Il subappalto dei lavori di Borgo Mezzanone non andava assegnato alla Dmeco di Donato Mottola. La società non era in possesso dei requisiti necessari per aggiudicarsi i lavori”. A dirlo è Roberto Polieri, referente della sezione opere pubbliche e infrastrutture della Regione Puglia, ascoltato come testimone dell’accusa nel corso del processo in cui l’imprenditore Donato Mottola è imputato per avere versato una mazzetta da 20mila auro all’ex capo della Protezione civile pugliese Mario Lerario. Lerario è già stato condannato con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per avere intascato questa ed un’altra tangente da 10mila euro da un altro imprenditore (anche lui già condannato).

Secondo il teste, “per i lavori, il cui importo era di 2,6 milioni di euro, era necessario un codice Soa (attestazione di qualificazione per la partecipazione alle gare d’appalto) che la Dmeco non aveva. Poco importa – ha aggiunto Polieri – che I lavori siano stati fatti bene, perché formalmente quella gara non andava attribuita alla società”. Polieri, insieme agli altri testi dell’accusa ha sottolineato come la protezione civile e la sezione provveditorato-economato (di cui era dipendente Antonio Mercurio, ai domiciliari dal 9 febbraio) fossero sprovvisti di documenti cartacei relativi a diverse gare d’appalto.