Evasione boss Raduano: ipotesi favoreggiamento, Dda Bari intensifica indagini

Non si esclude alcun tipo di ipotesi, neanche quella del favoreggiamento, per la fuga dal carcere di Nuoro di venerdì pomeriggio del boss della mafia garganica Marco Raduano.

Mentre la Dda di Bari ha intensificato le attività investigative per la ricerca del boss evaso, i carabinieri foggiani sono in contatto con quelli sardi e nelle prossime ore non si esclude un vertice tra le due procure. L’ipotesi è che proprio all’interno del carcere Badu ‘e Carros possa essere nata un’alleanza tra criminali sardi e foggiani per favorire la fuga. Prende anche corpo l’ipotesi che l’evasione fosse programmata da tempo e forse agevolata da persone che lo attendevano all’esterno.

Secondo le prime verifiche, è intorno alle 19 che sarebbe stata accertata l’assenza di Raduano, mentre la fuga è stata documentata dalle telecamere di sorveglianza del carcere intorno alle 17. Due ore in cui, dunque, il boss ha avuto tutto il tempo di guadagnare la fuga e far perdere le proprie tracce.

Giù dal muro per un’altezza di circa cinque metri calandosi con lenzuola annodate tra loro. “Una cosa che sembra difficile da realizzare senza averla programmata e studiata” ha detto il questore di Nuoro Alfonso Polverino. Sul fatto intende fare chiarezza anche il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che, attraverso la direzione generale detenuti e trattamento, ha dato mandato al provveditore regionale di svolgere accertamenti.

L’evasione è avvenuta durante l’ora d’aria nel braccio di Alta Sicurezza del carcere nuorese dove Raduano stava scontando la pena a 19 anni di reclusione per una condanna legata a una maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda di Bari nell’ottobre del 2019.

Proprio a Vieste, nelle ore successive alla fuga, erano stati sparati dei fuochi d’artificio, inizialmente interpretati come un festeggiamento per l’evasione. Il sindaco della città Giuseppe Nobiletti, però, ha smentito parlando di festeggiamenti legati a un compleanno.