Esplosione a bar Potenza: due arresti in contesto criminalità organizzata locale

Un episodio inquadrato nel contesto della criminalità organizzata locale, che ha spezzato gli equilibri tra il sodalizio Riviezzi di Pignola e quello Martorano – Stefanutti di Potenza, entrambe colpite da numerose ordinanze cautelari, in assenza dei capi con incapacità gestionale affidata ai più giovani.

A dirlo è il procuratore della DDA, Francesco Curcio, nella conferenza stampa per dettagliare l’operazione eseguita nelle scorse ore dalla squadra mobile del capoluogo lucano: in carcere i poco più che ventenni Marco Datena e Gennaro Miele, ritenuti responsabili nella notte tra il 9 e il 10 aprile dell’esplosione di un ordigno davanti all’esercizio Il Bar appartenente a Michele Scavone.

Grave il quadro indiziario – è emerso – fatto di riscontri video, tabulati telefonici e sul territorio, che in soli due mesi ha consentito di ricostruire movente e modalità di un atto quasi senza precedenti in città e aggravato dal metodo mafioso.

A fine 2021, in un bar potentino, Datena – insieme a Miele ritenuto vicino ai Riviezzi – avrebbe rivendicato l’onore dei pignolesi rendendosi protagonista di una lite. Ad intervenire anche Scavone, riconducibile al clan Martorano – Stefanutti e proprietario del bar distrutto dall’ordigno. “Un grazie agli agenti di polizia – ha aggiunto Curcio – il controllo immediato del territorio è una buona notizia per i cittadini”.