Rimborsi per pratiche inesistenti: sequestrati beni a ex dipendenti Puglia

Oltre 1 milione di euro truffati alla Regione Puglia

Rimborsi gonfiati e pratiche inesistenti. Tre ex dipendenti dell’avvocatura regionale della Puglia, sono accusati di aver truffato la Regione per oltre 1 milione di euro. Per questo è stato predisposto un sequestro preventivo dal valore di circa 300 mila euro. Per raggirare la Regione e ottenere i rimborsi indebiti, gli indagati avrebbero prodotto ricevute per acquisto di valori bollati con timbri contraffatti o aumentato “in maniera illecita l’importo complessivo dovuto”.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra gennaio 2013 e luglio 2019. Due di loro non più in servizio in quanto licenziati e una avvocatessa in pensione.

I tre avrebbero indotto l’ente pubblico al “pagamento di spese – si legge nell’imputazione – concernenti anticipi o rimborsi di spese legali di fascicoli di contenzioso risultati essere inesistenti o attributi a un altro legale rispetto a quello presente nella richiesta” oppure “le cui richieste sono risultate esser state illegittimamente alterate per quanto concerne le voci di spesa e gli importi da liquidare” o ancora “liquidate più di una volta, con mandati di pagamento diversi”.

Ai tre indagati la Procura contesta i reati di truffa aggravata e falso. Si tratta del 64enne Raffaele Rega e del 65enne Federico Tarricone, entrambi baresi, licenziati il primo nel luglio 2020 e il secondo nel dicembre 2019; e della avvocatessa 66enne di Barletta Antonella Loffredo, in pensione da gennaio 2020.

A Rega sono stati sequestrati beni del valore di circa 78mila euro, a Loffredo di 213mila euro e a Tarricone di quasi 2mila euro, somme risultate “effettivamente incassate” sui loro conti correnti.

L’inchiesta è partita da diversi esposti presentati nel 2019 dalla coordinatrice della avvocatura regionale, Rossana Lanza e dall’allora dirigente della Sezione Provveditorato Economato della Regione Puglia, Antonio Mario Lerario (lo stesso ex capo della protezione civile regionale poi coinvolto nell’inchiesta su presunte tangenti in cambio di appalti).