BpB, pm: “Banca responsabile civile per operazioni baciate”

La questione è stata riproposta anche nel terzo processo a ex amministratori

La questione della costituzione della Banca popolare di Bari come responsabile civile è stata posta anche nel terzo procedimento penale in corso a Bari nei confronti degli ex amministratori. Anche in questo caso la banca, che qui è anche imputata per la responsabilità amministrativa degli enti, ha chiesto di essere estromessa per lesione del diritto di difesa per non aver partecipato agli accertamenti tecnici nella fase delle indagini. E’ la stessa motivazioni sottoposta ai giudici degli altri due processi e che in un caso è stata accolta, nell’altro rigettata. In questo processo la Procura si è opposta alla esclusione spiegando che gli atti ai cui accertamenti la banca lamenta la mancata citazione, sono stati ritenuti “irrilevanti” per l’accusa.
Il gup dinanzi al quale si sta celebrando l’udienza preliminare, Marco Galesi, si è riservato di decidere alla prossima udienza del 10 marzo. In quella data, salvo richieste di riti alternativi da parte degli imputati, la Procura discuterà per la richiesta di rinvio a giudizio. Il procedimento è quello sulle cosiddette “operazioni baciate” e ne rispondono, con le accuse di ostacolo alla vigilanza e false comunicazioni sociali, l’ex condirettore generale Gianluca Jacobini, Giuseppe Marella e Nicola Loperfido, rispettivamente ex responsabili dell’Internal Audit e della Direzione Business dell’istituto di credito. Sono costituiti parti civili circa 2 mila risparmiatori e azionisti, Federconsumatori Puglia, Codacons, Regione Puglia e Comune di Bari.