Covid: medico picchiato a Brindisi, Ordine chiede più tutela

L’aggressione all’ospedale Perrino di Brindisi, ai danni di un medico in servizio, ha fatto scatenare – come un effetto domino – la reazione da parte dell’Ordine dei Medici che chiede a gran voce più sicurezza per chi, in prima fila, lavora per salvare vite umane.
Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi, ha commentato l’aggressione avvenuta al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi dove un parente di una donna di 52 anni, positiva al Covid e morta dopo l’arrivo al nosocomio. L’uomo ha sferrato calci e pugni a un dottore che gli aveva chiesto di rimanere all’esterno. Era stato infatti comunicato ai famigliari, poco prima, che non avrebbero potuto vedere la salma, per ragioni di sicurezza.
“Pur comprendendo l’amarezza e la sofferenza di chi ha subito un grave lutto familiare – prosegue Oliva in una nota – non è accettabile che proprio l’operatore sanitario che si è prodigato nell’assistenza del paziente, debba essere oggetto delle della rabbia, della violenza verbale e fisica che condanniamo senza mezzi termini”.
L’Ordine dei medici infine esprime solidarietà alla vittima dell’aggressione e rivolge un invito alle istituzioni auspicando “segni tangibili che vadano oltre gli sterili attestati di solidarietà fini a se stessi”.
Il sanitario che ha subito l’aggressione ha riportato una prognosi di 10 giorni.