DDA Potenza colpisce clan Riviezzi, 15 arresti

“Recupero crediti con metodo mafioso” in Basilicata ma non solo. Duro colpo al clan Riviezzi di Pignola (PZ), inferto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza: 15 misure cautelari, 8 arresti in carcere e 7 ai domiciliari.

Ritenuto al vertice indiscusso degli affari illeciti nel Potentino, dal dicembre 2020, aveva consolidato un recupero crediti con metodo mafioso in Basilicata ma non solo. Duro colpo al Clan Riviezzi con base a Pignola, inferto dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso il capoluogo lucano. La sezione criminalità organizzata della squadra mobile ha infatti eseguito 15 misure cautelari, 8 arresti in carcere e 7 ai domiciliari con accuse a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione tentata e consumata, aggravate dall’agevolazione e dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale e false informazione al pm aggravate. Misure più gravi a carico di Francesco Michele – ritenuto la mente – e Vito Riviezzi, Domenico Lamaina, Maurizio Pesce, Francesco Faraone, Franco Mancino, Massimo Aldo Cassotta – sodale del Vulture-melfese condannato in via definitiva per associazione mafiosa – e Felice Balsamo – del vicino Vallo di Diano e già coinvolto in affari con il clan dei Casalesi.
Almeno 5 le condotte illecite finite sotto la lente degli inquirenti, nei confronti di gestori di una concessionaria d’auto, attiva a Salerno e con altra sede a Tito portata a chiusura presumibilmente per le pressioni ricevute, ed ancora, il gestore di un bar a Potenza, un marmista di Matera, un agriturismo ed un imprenditore lucano attivo nel settore internazionale della macellazione sempre a Tito, quest’ultimo finito agli arresti domiciliari per false dichiarazioni rese agli inquirenti. Fondamentale, invece, i riscontri ottenuti da un testimone di giustizia calabrese. È la presa d’atto – ha dichiarato il procuratore della DDA Francesco Curcio – della presenza pervasiva di criminalità organizzata e infiltrazioni mafiose. Riferimento, inoltre, alla nascente Direzione Investigativa Antimafia, grazie a 18 unità, deputata ad approfondire indagini e ottenere importanti risultati sul territorio.