Tangenti, Lerario nelle intercettazioni: “Ho usato una procedura inesistente”

Emergono nuovi particolari dalla maxi inchiesta sulle tangenti in Regione Puglia che coinvolge, tra gli altri, l’ex capo della Protezione civile regionale Mario Lerario arrestato per corruzione lo scorso 23 dicembre dopo aver intascato due tangenti.

L’ex dirigente, che dopo l’arresto e la sospensione ha anche formalizzato le sue dimissioni, diceva di aver usato una procedura che non esiste per la fornitura di 150 stand destinati alle scuole diventate sedi vaccinali.

In una intercettazione ambientale dello scorso 16 dicembre, poi, è emerso come Lerario abbia affidato forniture dirette, senza bandi di gara. È successo per tre fornitori a cui ha commissionato, stabilendo anche modi e prezzi, di consegnare materiale entro pochi giorni, assegnando le scuole a ogni fornitore.

“Se stava un maresciallo ad ascoltare sta cosa, sarebbe impazzito” si sente dire dalla voce di Lerario in un’intercettazione, a cui il giornalista Nicola Lorusso, anche lui indagato per aver rivelato la presenza di cimici nell’ufficio del dirigente e per favoreggiamento personale, avrebbe risposto: “Ti avrebbe arrestato”.

Le intercettazioni hanno poi permesso di comprendere nel dettaglio la vicenda che coinvolge anche altre persone tra cui il funzionario regionale Antonio Mercurio, anche lui indagato. Quest’ultimo, dopo l’arresto di Mario Lerario, ha affermato davanti a due colleghe circa la vicenda: “Questo doveva farci insospettire, perché se era trasparente doveva dire ‘fate voi’… invece lui voleva sempre avere l’ultima parola sulle ditte”.

Infine, negli atti che saranno a disposizione del Tribunale del Riesame che dovrà decidere sulla scarcerazione dell’ex capo della Protezione civile pugliese, ampia parte è dedicata alle intercettazioni delle conversazioni con il giornalista Lorusso, il quale insinua che le indagini vengano fatte in un determinato modo “per tenere sotto scacco il sistema della pubblica amministrazione”.