Arresto Lerario, Dalle indagini emergono pressioni su una funzionaria per emettere certificati non dovuti

Emergono anche presunte pressioni nei confronti di una funzionaria regionale dagli atti di indagine che hanno portato all’arresto per corruzione dell’ex dirigente della protezione civile pugliese, Mario Lerario. Alla donna sarebbe stato imposto di emettere un certificato non dovuto in favore dell’imprenditore Donato Mottola, arrestato per aver consegnato una mazzetta da 20mila euro a Lerario. “Un Regalo fatto dal dottore”, avrebbe poi detto Mottola. Stando a una intercettazione contenuta negli atti depositati dalla Guardia di finanza, il 21 ottobre scorso l’imprenditore avrebbe chiesto di ottenere una certificazione di esecuzione dei lavori al fine di accedere a un’attestazione che avrebbe aumentato il valore della sua azienda. La funzionaria avrebbe negato l’emissione del certificato ritenendo – si legge negli atti – che non vi fossero i presupposti”. A quel punto Mottola si sarebbe rivolto direttamente a Lerario che avrebbe quindi convocato la funzionaria nel suo ufficio” alla presenza dell’imprenditore e, “nonostante la contrarietà della stessa, l’avrebbe convinta a dare corso al rilascio della certificazione”. Durante il secondo interrogatorio di garanzia in carcere Lerario ha dichiarato che la certificazione in realtà era dovuta. Ha anche ribadito di aver accettato le busto che poi ha scoperto contenevano denaro precisando di non essere stato lui a chiedere mazzette ma che si trattava di iniziative degli imprenditori. L’ex dirigente è stato arrestato il 23 dicembre con l’accusa di corruzione dopo aver intascato due tangenti da 20 mila e da 10 mila euro da due imprenditori che hanno in corso con la Regione appalti relativi alla realizzazione di strutture per l’emergenza Covid.