Sanitopoli lucana: i contenuti della sentenza di primo grado

Sette condanne e numerose assoluzioni. Finisce così il processo di primo grado della “Sanitopoli lucana”, l’inchiesta giudiziaria partita da alcune anomalie in un affidamento di trasporto ambulanza, ampliatosi poi, grazie a delle intercettazioni, ad episodi di presunti concorsi truccati. Tra le assoluzioni spiccano quella dell’ex presidente della regione Basilicata, attuale consigliere regionale del Pd, Marcello Pittella e quella dell’attuale direttore del dipartimento Politiche della salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. Nel luglio del 2018, Pittella fu arrestato e posto ai domiciliari dalla Guardia di finanza per falso e abuso d’ufficio. In conseguenza di ciò si dimise. Il pm Salvatore Colella aveva chiesto tre anni di reclusione. Per Montanaro, all’epoca dei fatti contestati – giugno 2017 – direttore generale della Asl di Bari, il pm Salvatore Colella aveva chiesto due anni e quattro mesi di reclusione. A lui veniva contestato un episodio di abuso d’ufficio legato ad un presunto concorso truccato alla Asl di Matera. ‘Sono stati anni difficili, duri – ha commentato commosso Pittella a margine della sentenza: sono stato un mostro sbattuto in prima pagina. Ma ho sempre avuto fiducia ”. ‘Consapevoli di essere innocenti, ha dichiarato l’avvocato difensore di Vito Montanaro, Giuseppe Modesti, abbiamo sempre avuto creduto nella magistratura e nelle giustizia. I 7 condannati sono l’ex direttrice amministrativa dell’Asm, Maria Benedetto (cinque anni di reclusione), l’ex direttore generale dell’Asm, Pietro Quinto (due anni e sei mesi di reclusione), recentemente nominato dal governatore pugliese Emiliano commissario dell’istituenda azienda per la prevenzione; l’ex dirigente dell’Asp, Giovanni Berardino Chiarelli (due anni e sei mesi di reclusione), l’ex dirigente amministrativo del Crob di Rionero in Vulture, Giovanni Amendola (due anni e sei mesi di reclusione). Condannate anche la funzionaria dell’Asm, Anna Rita Ditaranto (due anni di reclusione) il funzionario del Crob, Angela Capuano (un anno e quattro mesi di reclusione) e la dirigente dell’Asm, Maria Evangelista Taccardi (un anno di reclusione). Le altre assoluzioni riguardano Giovanni Battista Bochicchio (ex direttore generale del Crob Rionero), Maddalena Berardi (ex direttrice amministrativa dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Vito D’Alessandro (dirigente dell’Asm), Davide Falasca (dirigente dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Graziantonio Lascaro (imprenditore), Cristoforo Di Cuia (medico dell’Asm), Gaetano Appio (imprenditore), Carmela e Claudio Lascaro (imprenditori) e Roberto Lascaro (Asm).