Bari, nove condanne per un pestaggio mafioso avvenuto nel 2020 nei confronti di un ex pusher

Sarebbe stato brutalmente pestato con calci e tirapugni per un debito di droga di 230 euro, accusato dal clan Strisciuglio di aver iniziato a spacciare nel quartiere di Palese senza aver prima ottenuto l’autorizzazione del sodalizio criminale.

Era il 19 maggio del 2020 e la vittima, oggi collaboratore di giustizia, il 23enne pregiudicato Samuele Iacobbe subì il pestaggio mafioso davanti a sua madre che, tentanto di frapporsi fra il figlio e gli aggressori, sarebbe stata strattonata e palpeggiata, davanti a suo padre disabile, all’epoca referente di spicco del clan e ad un suo nipote di appena 13 anni. Oggi, la gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli ha condannato 9 imputati a pene comprese tra i 5 anni e 8 mesi e i 2 anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato. La sentenza, in particolare, riguarda i sette del commando, il presunto mandante della spedizione punitiva e una donna, che dopo quell’episodio, avrebbe continuato a minacciare altri componenti della famiglia della vittima. Il mandante dell’aggressione sarebbe stato il pregiudicato 39enne Vittorio Bruno Faccilongo, condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, cugino della vittima e fratello del boss Saverio. I reati contestati dalla Dda di Bari, a vario titolo e in concorso, tutti aggravati dal metodo mafioso, sono di lesioni aggravate, violenza privata, atti persecutori, violazione di domicilio e violenza sessuale.