Pizzo a imprenditori edili: condanne definitive a tre esponenti del clan Di Cosola di Bari

Imponevano a imprenditori edili il pizzo “per mantenere i detenuti del clan”, oppure di acquistare il calcestruzzo per i cantieri da un fornitore “consigliato” dal gruppo mafioso. Eseguiti nei confronti di tre affiliati al clan Di Cosola di Bari gli ordini di carcerazione dopo le condanne dell’operazione “Pilastro” diventate definitive.

In carcere sono finiti Cosimo Di Cosola, condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione, fratello del defunto capo clan “pentito” Antonio, Vito Mariani, che dovrà scontare 7 anni e 8 mesi, Francesco De Caro, condannato a 8 anni.

I tre sono stati ritenuti colpevoli, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e illecita concorrenza con violenza e minaccia. Gli arresti (Mariani era libero mentre gli altri due erano già in carcere) sono stati eseguiti dai carabinieri. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari, ha accertato che il clan, oltre all’illecita concorrenza che consentiva al gruppo criminale di infiltrarsi, con violenza e minaccia, nel circuito produttivo, “sottoponeva gli imprenditori edili che avevano cantieri nelle zone controllate ad estorsioni, con pagamento mensile delle somme a titolo di protezione”.