Mafia, tre arresti nel Barese in seguito a 15 spari contro un’azienda di Acquaviva delle Fonti tre anni fa

Danneggiamento di edificio a uso pubblico, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo con l’aggravante del metodo mafioso, e tentata estorsione e favoreggiamento. Con queste accuse, nei comuni di Bari, Casamassima e Gioia del Colle sono finite in carcere tre persone e altre tre sono state denunciate a piede libero.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari, sono partite tre anni fa, dopo che nella zona industriale di Acquaviva delle Fonti due soggetti a bordo di uno scooter esplosero 15 colpi di arma da fuoco davanti alla sede di una società operante nel settore delle bonifiche ambientali e delle costruzioni edili.

L’episodio, per le modalità plateali in cui era avvenuto, fece immediatamente pensare alla minaccia di tipo mafioso. Furono tre le auto parcheggiate nel piazzale d’ingresso dell’azienda a essere colpite dai proiettili. Non furono invece registrati feriti.

Il giorno dopo la sparatoria, la moto a bordo della quale si trovavano i due malviventi fu ritrovata nelle campagne di Gioia del Colle e grazie alla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, si è riusciti a risalire all’identità dei responsabili. A supportare le accuse nei loro confronti, anche una serie di intercettazioni telefoniche.

Nel corso di una telefonata intercettata, infatti, si sentirebbe uno di loro richiedere all’altro una somma di 10mila euro per restare in silenzio davanti all’Autorità Giudiziaria.