Salento, aggressione di un gruppo di adolescenti contro un 60enne fragile

Consigliere comunale Casarano, Marco Mastroleo, ha assistito alla scena e su Fb ha equiparato l’episodio alle violenze della baby gang che finì per uccidere Antonio Stano nel 2019

Un gruppo di adolescenti se l’è presa con un uomo fragile di 60 anni in piazza san Domenico a Casarano, in Salento, sotto gli occhi di molti residenti, compreso il consigliere comunale Marco Mastroleo.
Il consigliere ha raccontato tutto su facebook, equiparando l’episodio alle violenze della baby gang che finì per uccidere Antonio Stano nel 2019 a Manduria, in provincia di Taranto.
“Il sig. Giovanni, persona umile, garbata, riconosciuta da tutti come uomo mite e rispettoso delle regole – ha scritto Mastroleo nel post – a un certo punto viene preso di mira da un gruppetto di circa 6 ragazzini/e”, lui li rincorre per un breve tratto dal Comune alla scalinata di sinistra della scuola, dove poi il ‘branco’ lo attacca.
Dalla mia posizione (esattamente tra la fontana e le panchine) ho visto tutta la scena – ha precisato il consigliere -. “Il Sig. Giovanni – si legge nel post – veniva ‘accerchiato’ da questo gruppo di ragazzini, veniva spintonato e cadeva rovinosamente sulle scale della scuola.
Nonostante fosse già inerme a terra, questo gruppetto ha continuato a picchiarlo con calci lungo i fianchi”. Il consigliere è intervenuto e, supportato poco dopo da altri passanti, è riuscito a far desistere il ‘branco’: “Ho
urlato contro le ragazzine”, ha rivelato Mastroleo, mentre “i ragazzini (probabilmente 4) invece sono scappati”.
Il mattino dopo “ho sentito il Sig. Giovanni – aggiunge – il quale è andato dal
medico: ha ancora dolori al polso ed al fianco sinistro, e per grazia ricevuta, non ha nulla di rotto”.
L’altra sera “sono stato con Giovanni – ha raccontato ancora Mastroleo – l’ho riaccompagnato a casa e il mantra che ripeteva era: ‘cose così non mi accadevano più da anni’. Non so quante volte lo ha detto – ha cocluso il consigliere -, ma nella sua voce c’era la paura che poteva riaprirsi un ciclo della sua vita che aveva archiviato”.