Sanità privata. Ex Luccioni: confermato debito 5 mln all’ASP

Il Consiglio di Stato ha confermato il debito di 5 mln di euro dei vertici della ex Luccioni nei confronti dell’Azienda Sanitaria di Potenza. Il contendere riguarda le prestazioni rimborsabili dal servizio sanitario lucano.

Altri 5 milioni di euro. È quanto dovranno restituire i vertici della società privata Casa di Cura clinica Luccioni spa nei confronti della Azienda Sanitaria Locale di Potenza. A confermarlo il Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dei legali della società contro la pronuncia con cui il TAR Basilicata aveva bocciato le loro istanze. La notizia è emersa a mezzo stampa: al centro la suddivisione del valore delle prestazioni rimborsabili “tra prestazioni a pazienti lucani ed extraregionali”. confermata dunque la legittimità di una serie di provvedimenti che nel 2016 avevano imposto un tetto di 5 mln alle prestazioni rimborsabili dal servizio sanitario lucano.

Secondo la Clinica, una legge nazionale avrebbe escluso “dal computo delle prestazioni assoggettate al limite di spesa, quelle di alta specialità”. In aggiunta, considerare “la compensazione della mobilità interregionale”. Il Consiglio di Stato ha però precisato come l’impresa “non dimostra di aver erogato prestazioni di alta specialità non retribuita a causa del limite in esame, né dimostra di essere stata pregiudicata dalle compensazioni interregionali effettivamente applicate nei suoi riguardi”.

Espresso anche giudizio “ragionevole” nei confronti della Regione Basilicata di “due tetti di spesa, distinti l’uno per le prestazioni da erogare ai residenti, l’altro per le prestazioni ai pazienti di fuori regione”.
I magistrati hanno fatto presente una sentenza gia emanata sulla conferma di decadenza dell’autorizzazione all’esercizio della clinica. Il mancato accoglimento del ricorso, preclude anche quello della domanda risarcitoria.