Inchiesta a Potenza, indagati politici e amministratori. Bardi: “Fiducia nella magistratura”

Terremoto giudiziario in Basilicata. L’inchiesta sulla mala politica lucana condotta dal procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio insieme al pm Francesco Montemurro, potrebbe portare alcune novità già nelle prossime settimane. Risultano indagate almeno quindici persone: nomi noti della politica, avvocati e imprenditori. Le accuse vanno dalla concussione all’abuso d’ufficio, passando per l’associazione a delinquere e lo scambio elettorale politico-mafioso. Nel mirino degli inquirenti fra gli altri anche gli assessori regionali, Cupparo e Leone. I fatti sotto tutti in via di accertamento e, adesso, i magistrati dovranno decidere cosa mandare a giudizio e cosa archiviare.  Nell’edizione della Basilicata del Quotidiano del Sud di mercoledì 11 agosto viene dedicato ampio spazio all’inchiesta. I fatti alla base delle accuse, tutte da dimostrare trattandosi di indagini preliminari, sarebbero emersi durante alcuni accertamenti della squadra mobile di Potenza sul presunto sistema di “collusioni fra pubbliche amministrazioni, professionisti e imprenditori”. Sistema che avrebbe avuto come fulcro lo studio di un avvocato civilista del Capoluogo di regione, Raffaele De Bonis Cristalli, nel 2019 finito ai domiciliari. 
In una nota diffusa stamani, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha sottolineato che “da uomo delle Istituzioni ho piena fiducia nelle indagini della Magistratura e al contempo sono sicuro che le persone coinvolte nell’indagine sapranno dimostrare nelle sedi opportune la propria estraneità alle ipotesi di reato”.

In riferimento al coinvolgimento nell’inchiesta di Mario Araneo, Bardi precisa:  “Tengo a precisare che si tratta di una persona che ha un contratto di collaborazione esterna di Segreteria. Sarà mia cura fare le opportune valutazioni dopo un approfondito confronto, nel frattempo attiverò le procedure interne. La mia vita è sempre stata all’insegna della legalità e del rispetto delle regole. Mi auguro pertanto che su questa vicenda venga fatta luce nel minor tempo possibile. I lucani – ha concluso il governatore – meritano chiarezza e trasparenza”.