Covid, il calvario del sindaco di Avetrana: guarito dal virus, ma ancora in coma

Non ha fine il calvario del sindaco di Avetrana, Antonio Minò. L’uomo è ricoverato da due mesi nella rianimazione dell’ospedale di Manduria, colpito dagli effetti del Covid. Il 61enne, come racconta il Quotidiano di Puglia, aveva contratto il coronavirus durante la fase più acuta della pandemia nella provincia di Taranto e nel suo comune. “Aiutateci a trovare un posto letto per nostro padre che ha bisogno di assistenza specialistica in un centro di riabilitazione neurologica”. È l’appello delle figlie del sindaco che inizialmente aveva presentato i sintomi in maniera lieve e dopo una settimana di terapia domiciliare era stato ricoverato nel reparto Covid del pronto soccorso e da lì trasferito dopo qualche giorno in rianimazione dove ha avuto una serie di complicanze. Ora si è negativizzato dal Covid, ma è in coma semicosciente. La famiglia Minò si rivolge alle autorità sanitarie e politiche della Regione e a tutti coloro i quali potrebbero fare qualcosa per liberare un posto. “Non chiediamo un privilegio per il ruolo che ricopre nostro padre – sottolineano le figlie -, chiediamo solo che come qualsiasi cittadino anche lui abbia il diritto alla sopravvivenza e alle cure così come è sancito dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato e del Signore”. A rendere difficoltoso l’inserimento del paziente in un centro di neuroriabilitazione intensiva, sono le sue particolari condizioni. “Chi ci dice che non lo può prendere perché fa dialisi e chi invece si rifiuta perché è ancora attaccato ad un respiratore, ma nostro padre giorno per giorno mostra segni di ripresa, ci riconosce e comincia a muovere gli arti”. Il sindaco ha contratto il virus quando non era ancora stato vaccinato, nel periodo in cui Avetrana registrava il numero di positivi più alto di tutta la provincia di Taranto. Con 6.700 abitanti, gli infetti erano 147 ed altri 71 in isolamento fiduciario domiciliare o in attesa di tampone. Cifre impressionanti rapportate al numero di residenti: 219 avetranesi su diecimila erano positivi al Covid, tra le percentuali più alte, allora, dell’intera regione. Per questo il vicesindaco Alessandro Scarciglia, sindaco reggente del piccolo comune, decise in quel periodo di blindare il paese.