Caldo, Puglia: Emiliano vieta lavoro nei campi in ore più calde

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza regionale che vieta “il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00 con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2021: la decisione dopo anche quanto accaduto a Brindisi dove un bracciante agricolo di 27 anni è morto dopo aver lavorato molte ore sotto il sole, a temperature elevate. L’ordinanza vale sull’intero territorio regionale “nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio segnali un livello di rischio Alto”, si legge. L’ordinanza arriva dopo che il sindaco di Nardò, in provincia di Lecce, Pippi Mellone aveva invitato anche gli altri sindaci a vietare il lavoro nei campi nelle ore più calde, ordinanza in vigore da cinque anni nel proprio comune. Il sindaco aveva scritto ai ministri del Lavoro, delle Politiche Agricole e della Salute – Andrea Orlando, Stefano Patuanelli e Roberto Speranza -, ai presidenti di Anci (Antonio Decaro), Regione Puglia (Michele Emiliano) e Inail (Franco Bettoni) chiedendo l’estensione del divieto a tutte le zone più esposte al caldo, come il Salento. Il sindaco salentino ha proposto anche “un sistema di allarme e intervento rapido per i giorni ad altissimo rischio, in modo da poter scongiurare, per quanto possibile, il ripetersi di simili tragedie, che si verificano soprattutto in agricoltura, ma anche in tutte quelle attività non continuative in cui il caldo eccessivo, l’impossibilità di godere di zone d’ombra e giusta idratazione rendono il lavoro bracciantile oltremodo pericoloso. Non lasciamo che la morte di Paola Clemente, Abdullah Mohamed, Camara Fantamadi, Antonio Valente, Carlo Staiani e di chissà quanti uomini e donne prima di loro, siano state vane”, ha scritto ricordando diverse vittime di ieri e di oggi.