Bari, la Guardia di Finanza sequestra reperti archeologici: 19 manufatti in terracotta

Li deteneva in una vetrinetta nella sua abitazione, senza averne fatto denuncia al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, pur essendone obbligato per legge. Per questo, un uomo originario di Gravina in Puglia è stato denunciato dalla Guardia di Finanza che ha poi sequestrato i reperti, devolvendoli al museo archeologico di Altamura.

Si tratta di 19 manufatti in terracotta. Le Fiamme Gialle, dopo aver scoperto i reperti, hanno immediatamente interessato un esperto in materia, il quale ha stabilito che si tratta di “materiale autentico, di interesse culturale e archeologico rinveniente da contesti tombali, datati tra la fine del V secolo e l’inizio del IV secolo A.C.”. In particolare si tratta brocchette, piatti, pentolini rituali e calici.

Il detentore dei reperti – che non è stato in grado di dimostrare la legittimità dell’acquisto – è stato denunciato per violazione delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e paesaggio. Inoltre, con il sequestro effettuato e poi convalidato dalla Procura della Repubblica di Bari, l’uomo è stato privato dei beni detenuti illegittimamente.

Il Giudice per le indagini preliminari ha ora disposto la confisca dei beni e, su richiesta delle Fiamme Gialle, l’assegnazione del materiale archeologico al Museo Nazionale di Altamura. Nelle scorse ore, quindi, i reperti sono stati così restituiti alla collettività, non solo alla popolazione murgiana, ma anche ai numerosi turisti che visitano la città di Altamura.