Marò, la moglie di Latorre: “Presto Massimiliano si presenterà alla Procura di Roma. Basta silenzi”

Basta silenzi. Così le mogli e gli avvocati dei due fucilieri di Marina commentano la chiusura del caso da parte delle autorità indiane. Presto i marò saranno ascoltati dalla Procura di Roma che in questi mesi ha analizzato gli atti inviati dal Tribunale internazionale dell’Aja.

“Tutti quegli anni di sottomissione non gli saranno restituiti”. A parlare sono Paola Moschetti e Vania Ardito, le mogli dei due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dopo che la Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura dei procedimenti a loro carico.

“Da 9 anni sono costretta a parlare a nome di mio marito”, spiega Paola Moschetti, moglie di Latorre che aggiunge: “A lui è stato fatto esplicito divieto di parlare pena pesanti sanzioni. Non può nemmeno partecipare a qualsiasi manifestazione pubblica. È vincolato al segreto. È ora di chiedersi perché le autorità militari vogliono mantenere il segreto su ciò che sa e vuol dire. Quello che so – dichiara la donna – è che per la politica italiana siamo stati carne da macello. Presto Massimiliano si presenterà alla procura di Roma”. I due fucilieri di marina verranno ascoltati nelle prossime settimane dai magistrati romani. Sono accusati di omicidio volontario per la morte due pescatori in India nel 2012. Per questa vicenda a piazzale Clodio da allora è aperto un procedimento, affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio. La Procura in questi mesi ha analizzato gli atti inviati dal Tribunale internazionale dell’Aja – che nel luglio del 2020 ha deciso in favore dell’Italia la competenza giurisdizionale – per poi procedere alla conclusione delle indagini che potrebbe arrivare in estate. Rincara la dose il legale di Latorre, Fabio Anselmo. “A Massimiliano è stata sempre negata la possibilità di dire la sua verità e la sua versione dei fatti, – spiega – ma a breve Massimiliano potrà essere sentito dai pm della Procura di Roma, nei confronti della quale abbiamo la massima fiducia, e lì non ci sarà nessun segreto militare che tenga”. “Finalmente si è concluso un caso che si sarebbe dovuto concludere in nove giorni ma ci sono voluti più di nove anni”, dice Vania Ardito, moglie di Girone. “Aspettiamo di ricevere notizie ufficiali – conclude – per conoscere nei dettagli gli esiti della sentenza ancora oscuri”.