Corruzione: arresti Molfetta; 4 indagati restano in carcere

Dopo interrogatori gip conferma ‘domiciliari’ per altri nove

Non saranno scarcerati i quattro indagati nell’inchiesta della Procura di Trani sulle presunte tangenti in cambio di appalti pubblici al Comune di Molfetta. Restano in cella l’ex assessore comunale ai lavori pubblici Mariano Caputo, l’ex funzionario comunale Orazio Lisena, l’ex consigliera comunale Anna Sara Castriotta e l’imprenditore Domenico Tancredi. Per altri 5 che erano detenuti in carcere (gli imprenditori Riccardo Di Santo, Andrea Ladogana, Valerio Di Gregorio, Francesco e Pasquale Ieva) è stata disposta la sostituzione con gli arresti domiciliari. Per un altro indagato che era ‘ai domiciliari’, Vincenzo Manzi, presidente della commissione di una delle presunte gare pilotate, la gip del Tribunale di Trani ha disposto la remissione in libertà. Per ulteriori quattro imprenditori la gip ha confermato gli arresti domiciliari (Francesco Sancilio, Mauro Giancaspro, Maurizio Bonafede e Vito De Robertis). E’ l’esito degli interrogatori di garanzia che si sono celebrati nei giorni scorsi. L’indagine, che conta in totale 41 indagati, 7 società e 34 persone fisiche tra le quali il sindaco Tommaso Minervini (non raggiunto da misura cautelare), aveva portato complessivamente all’arresto di 16 persone (10 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) ma due di queste, gli imprenditori Paolo Conforti che è in carcere e Michele Palmiotti che è agli arresti domiciliari, non hanno chiesto la revoca della misura dopo gli interrogatori. I reati contestati, a vario titolo, sono turbativa d’asta, corruzione, falso, depistaggio e peculato. Secondo la gip, per quasi tutti gli indagati arrestati “permane inalterato il grave quadro indiziario” e “le esigenze cautelari sono più che mai attuali”.