Marò, la Corte suprema indiana chiude il caso

Gentiloni: “Un successo delle diplomazia italiana”

“Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana”. E’ il tweet del commissario Ue, Paolo Gentiloni, in merito al caso dei Marò in India. Dopo nove anni la Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati dell’omicidio di due pescatori. Nel 2015 Gentiloni, da ministro degli Esteri, decise di ricorrere all’arbitrato internazionale sul caso dei due fucilieri di Marina. La Corte suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato. Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte, il procuratore generale dello Stato aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana, videro avvicinarsi un peschereccio e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori e rimase ferito l’armatore del peschereccio. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.