Interrogatorio di garanzia avvocato Amara. I legali: “Misura cautelare non in linea con atteggiamento collaborativo”

“Naturalmente non ce l’aspettavamo, fronteggeremo anche questa, ma con serenità, sapendo di dare il nostro contributo per la chiarezza dei fatti”. Così gli avvocati Mondello e Montali, difensori di Piero Amara, dopo l’interrogatorio di garanzia all’uscita del carcere di Potenza. Gli interrogatori sono stati svolti nell’ambito dell’indagine su presunti episodi corruttivi per pilotare indagini penali, tra le quali quella sull’ex Ilva di Taranto, che coinvolge l’avvocato siciliano Piero Amara (finito in carcere) e l’ex procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo (per lui stato disposto l’obbligo di dimora).

I due legali hanno inoltre sottolineato che la misura di custodia cautelare in carcere “non in linea con un atteggiamento collaborativo” che Amara “ha avuto anche in altra sede. Non risulta “confermata la circostanza che l’allora componente del CSM, Elisabetta Casellati, abbia avuto un incontro diretto e personale con l’avvocato Piero Amara”. Lo scrive, in una nota, il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, evidenziando che la precisazione è stata fatta “per garantire una informazione aderente alle attuali emergenza investigative, ferme restando la perdurante sussistenza delle circostanze di fatto e diritto poste a sostegno della ordinanza cautelare adottata contro gli indagati” nell’inchiesta sulle vicende giudiziarie di Trani e dell’ex Ilva di Taranto.