Criminalità. Curcio: DIA per combattere clan lucani

Gli appetiti della criminalità organizzata non solo da altre regioni ma con base in Basilicata. E’ quanto comunicato dal Procuratore di Potenza Francesco Curcio in Commissione Parlamentare Antimafia. Chiesta l’istituzione di una DIA.

La criminalità del Materano, dall’usura agli episodi violenti, il radicamento autoctono nel Potentino con mire in ambiente economico e non solo.

È quanto emerso a Roma dalla relazione del Procuratore Capo di Potenza, Francesco Curcio davanti alla commissione parlamentare Antimafia.

Ribadita la richiesta di una apposita DIA, con 15 o 20 investigatori distaccati da Bari o Salerno, per meglio contrastare la criminalità diffusa e articolata sul territorio lucano, definita “affatto minore, anzi ben consolidata” come accade nelle regioni limitrofe, in primis la Calabria. A disposizione ci sarebbero già dei locali su iniziativa del Prefetto del capoluogo lucano.

Nel merito, Curcio ha esposto il quadro della situazione attuale dove la qualità dei reati commessi conferma la necessità di intervenire, in più, anche rimarcato problemi erediati dal passato collegati al Materano, dovuta all’inerzia riscontrata nella cooperazione tra Direzione Distrettuale Antimafia e la procura circondariale della Città dei Sassi.

Primo settore, industria e turismo, gli appetiti dei clan, operativi nel riciclaggio di capitali e nello spaccio di droga e armi. A tirar le somme, una Basilicata lasciata per troppo tempo in preda alle scorribande, vedi Puglia e Campania, nel contempo terreno fertile per sviluppare interessi e azioni tutte locali.
Il Procuratore ha anche annunciato altre indagini che saranno rese note prossimamente: due nei confronti di organizzazioni criminali nel Potentino e 3 nel Materano.