Caso Capristo: indagati anche ex magistrati Trani Nardi e Savasta

Nardi, all’epoca in servizio all’ispettorato generale del Ministero, è accusato di aver “messo a disposizione di Capristo l’utilità consistente nel suo impegno a sostenerlo nella nomina procuratore di Trani”

Ci sono anche gli ex magistrati pugliesi Michele Nardi e Antonio Savasta, rispettivamente ex gip ed ex pm di Trani, tra gli 11 indagati nell’inchiesta della Procura d Potenza che ha portato a quattro arresti e a una nuova misura cautelare dell’obbligo di dimora per l’ex procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo. Nardi e Savasta, già condannati in primo grado dal Tribunale di Lecce rispettivamente a 16 anni e 9 mesi di reclusione e a 10 anni nell’ambito del cosiddetto processo “giustizia svenduta”, rispondono nell’inchiesta lucana di corruzione in atti giudiziari e concussione. Per entrambi la Procura di Potenza aveva chiesto l’arresto, ma il gip ha rigettato la richiesta “per mancanza di attualità delle esigenze cautelari”. In particolare Nardi, all’epoca in servizio all’ispettorato generale del Ministero, è accusato di aver “messo a disposizione di Capristo l’utilità consistente nel suo impegno a sostenerlo nella nomina procuratore di Trani”, poi effettivamente avvenuta nel 2008, con un’attività di “raccomandazione, persuasione, sollecitazione nei confronti di chi era in grado di determinare la nomina di Capristo”, ottenendo in cambio “stabile e permanente protezione dei variegati ed illeciti interessi di Nardi in vicende processuali proprie e di suo interesse, nonché la protezione e copertura in favore dei sostituti Antonio Savasta e Luigi Scimè, con i quali Nardi aggiustava i processi”. Intanto emergono nuovi particolari dall’inchiesta. E’ stata estratta una chat da uno dei telefoni sequestrati agli indagati, secondo la quale l’avvocato Amara, per sostenere la nomina di Capristo, avrebbe avvicinato tramite il poliziotto Filippo Paradiso la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. La presidente del Senato “è una grande donna…e si è sempre battuta per me”. Avrebbe detto nella chat Capristo. La presidente ha però negato tali affermazioni. “Per quanto io ricordi”, Filippo Paradiso “non ha mai interloquito con me in ordine alle domande presentate dal dottor Capristo”. E’ quanto ha affermato la Casellati sentita dai pm di Roma lo scorso luglio in relazione alla nomina del procuratore di Taranto da parte del Csm, di cui all’epoca era membro. Il verbale è riportato nell’ordinanza che ha portato all’obbligo di dimora per lo stesso magistrato e all’arresto dell’avvocato Piero Amara e del poliziotto Filippo Paradiso.