Tonno con conservanti: ritirato lotto confezionato a Bisceglie

Un intero lotto di tonno a pinne gialle, che da Bisceglie veniva venduto in tutta Italia. È stato ritirato dal ministero della Salute dopo l’allarme lanciato a Brindisi. Proprio qui una vera e propria tragedia è stata scongiurata solo grazie all’intervento dei medici del “Perrino”, che con una emogas analisi hanno salvato la vita di 4 persone. Una famiglia, che si era sentita male dopo aver mangiato del tonno acquistato in una pescheria di Pezze di Greco, frazione di Fasano. Nonostante il pesce mangiato fosse cotto, sia i genitori che i due figli di 10 e 11 anni hanno subito sviluppato i sintomi di una intossicazione.

Una volta giunti in ospedale, con uno dei bambini in condizioni preoccupanti, i medici hanno scoperto la causa di quello che poteva sembrare a prima vista uno shock anafilattico, ovvero la quantità eccessiva di un conservante a base di nitrati. Si tratta di un additivo alimentare che consente – tra l’altro – di stabilizzare il colore della carne, rendendola di un rosso più vivo, che agli occhi dei consumatori fa apparire il pesce più fresco.

Ma il caso di Fasano non è rimasto isolato. Quello stesso giorno altri 9 episodi di intossicazione, stavolta in Toscana, hanno fatto scattare l’allarme. L’ipotesi è che tutti fossero riconducibili alla stessa causa. La colpa sarebbe del conservante a base di nitrati utilizzato per trattare il tonno in uno stabilimento di trasformazione di Bisceglie. Da lì l’avviso ministeriale di ritiro per un lotto, di “tonno a pinne gialle decongelato con acqua aggiunta”, confezionato sottovuoto da quella ditta e venduto in tutto il Paese. In parallelo sono scattate anche le indagini del Nas dei carabinieri, che vogliono capire cosa sia accaduto: l’utilizzo di quel conservante è legittimo, e si usa anche per motivi cosmetici. Il sospetto, tutto da verificare, è che l’additivo chimico sia stato utilizzato in una quantità eccessiva. Le conseguenze possono essere gravi, tanto che il motivo del richiamo alimentare è il rischio di sindrome anossica: si va da sintomi che vanno dal malessere generale a crampi, nausea, palpitazioni. Fino ad arrivare nei casi più gravi – alla perdita della vista. Saranno le indagini, ora, a stabilire cosa sia successo esattamente. Il lotto per cui è stato chiesto il ritiro è comunque in scadenza, per cui l’emergenza dovrebbe ormai essere dichiarata conclusa.