Triggiano, il paese piange le vittime della strage della funivia a Stresa Mottarone

Sindaco: “Una tragedia che si poteva evitare”

Silenzi, che raccontano più di mille parole. Quelle che nessuno riesce a pronunciare a Triggiano. Perché la morte di Roberta Pistolato, 40 anni, e Angelo Vito Gasparro, 45 anni, la coppia deceduta nell’incidente alla funivia di Stresa Mottarone in Piemonte, non ha un senso o meglio nessuno riesce a darselo.

Le salme sono arrivate nella notte nella cittadina del Barese della quale le due vittime erano originarie, accompagnate dai genitori di Roberta Pistolato.

La camera ardente è stata allestita su iniziativa del sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, che ha predisposto percorsi differenziati per entrare e uscire, nel rispetto delle norme Covid. Una tragedia che poteva essere evitata. Proseguono infatti le indagini con gli inquirenti che non escludono la possibilità di altri indagati dopo il fermo dei tre responsabili della funivia: nelle scorse ore un nuovo sopralluogo e il sequestro della cosiddetta scatola nera. Una coppia che amava aiutare gli altri, come emerge dalle parole di chi li conosceva.

Le salme saranno spostate nel cimitero di Triggiano dove, all’aperto, si terrà la cerimonia funebre secondo il rito dei testimoni di Geova, che a quanto si apprende sarà officiata dallo stesso ministro che ha celebrato il matrimonio della coppia nel 2012. Ora restano solo domande, quelle che tutti si chiedono. Quelle a cui non c’è risposta. Resta solo tanta rabbia